Le signore (e non solo) vanno in paradiso.

L’anno si è aperto da poco con la corsa ai saldi di fine stagione che ora entrano in una fase di accelerazione, con sconti più consistenti, e continueranno in Emilia Romagna fino al 5 marzo 2018 . I saldi sono un evento atteso e fanno da sempre parte del commercio moderno ma sapete quando sono nati? In Italia la normativa li cita per la prima volta nel Regio Decreto n. 294 del 1939; sono tempi austeri, le attività sono organizzate in Corporazioni e un iter burocratico piuttosto dissuasivo ostacola il ricorso a questa pratica.

Ma il luogo d’origine dei saldi non è l’Italia ma la vicina Francia. A testimoniarlo il bel romanzo, scritto nel 1883 da Emile Zola, Au Bonheur des Dames, Al Paradiso delle Signore, da cui di recente la BBC prima, nel 2012, e poi nel 2015 la RAI hanno tratto una fortunata fiction televisiva. In particolare la serie italiana, intitolata “Il Paradiso delle Signore”, con un cast che comprendeva Giuseppe Zeno, Giusy Buscemi, Alessandro Tersigni, – solo per citare gli interpreti principali – ripercorre la nascita del commercio moderno, oggi diremmo la moderna distribuzione, in Italia nel secondo dopoguerra. Sono gli anni Cinquanta, anni di grandi speranze, la guerra ha lasciato cicatrici ancora fresche, ma nelle città, – la fiction è ambientata a Milano ma potrebbe essere anche Bologna -, la voglia di vivere e di voltare pagina è fortissima. Nascono i primi “Grandi Magazzini” con un’offerta meno sartoriale e più industriale, con prezzi alla portata di un numero più ampio di consumatori. Il grande magazzino è il simbolo di una modernità che non insegue il consumo fine a se stesso ma rappresenta in modo plastico l’affermarsi della città del lavoro su quella dei privilegi. E fresca e scherzosa è la definizione dell’umanità che attraversa i nuovi luoghi del consumo per Zola: “mariti che aspettano le mogli lasciate in giro nei reparti, giovani signore che spiavano con discrezione l’arrivo dell’amante, vecchi genitori parcheggiati come mantelli al guardaroba da ritirare all’uscita”. Una folla che cresce mettendo in subbuglio la città anche grazie al “fracasso pubblicitario” come un inaudito squillo di tromba che annuncia ai quattro venti il can can dei grandi lanci. Diffondendo con le offerte una promessa, “il bello per tutte” – recita la fiction di RAI 1 –  una concreta possibilità soprattutto per le donne di accedere al sogno di una vita diversa. E proprio una donna che indossa i rivoluzionari jeans è la protagonista del manifesto che propone lo slogan “We can do it!”, il motto che negli anni Cinquanta rimbalza dall’America in Italia. Sarà anche per questo che libro e serie TV hanno come protagonista una ragazza che dalla periferia arriva nella grande città e con impegno e talento si conquista un lavoro, ovviamente al Paradiso delle Signore, la stima dei colleghi e infine l’amore.

Forse la pubblicità non puntava così in alto ma con le nuove realtà commerciali il costume è cambiato specie per quanto riguarda il mondo femminile.

Perciò che Saldi siano e ben arrivati nell’evo moderno.

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