La “poderosa” bellezza delle due ruote.

La bellezza italiana non è solo nei luoghi ma anche frutto del nostro saper fare. A Bologna la “febbre del fare” ha creato nel tempo una serie di oggetti dove la funzionalità unendosi allo stile ha dato vita ad autentiche leggende. Lungo le anse di un fiume affiancato dalla Sixty Six italiana, la Via Emilia, una strada antica come l’uomo marcata ai bordi dalla fantasia di un duomo, una piazza o un castello, ma anche da tanti siti industriali, si snoda quella che viene definita la Motor Valley dove si sanno fare bene cose belle. Qui dall’ingegno, dalla creatività e dal gusto del bello sono nate le rosse per eccellenza: la Ferrari e la Ducati, simboli dell’Italia nel mondo. Anche nei luoghi del lavoro la bellezza può incrociare il turismo. Infatti, presso le aziende sono nati spazi museali che intercettano non solo gli appassionati ma quanti sono alla ricerca di un’esperienza turistica particolare e significativa, come ricorda Giovanni Perfetti, primo direttore e la persona che più di tutti ha contribuito all’affermazione del Museo Ferrari di Maranello, che così racconta la storia di successo del Museo delle Rosse: “Nel tempo ci siamo accorti di quanto fosse importante far percepire la propria attrattività soprattutto a quelli che non sono vicini al mondo dei motori, creando un ambiente interessante, capace di andare oltre alle aspettative, capace di suscitare un reale interesse.”
Oggi sulla scia dell’esperienza del Museo Ferrari https://musei.ferrari.com/it/maranello, prima destinazione turistica di Modena, si stanno muovendo il Museo Ducati di Bologna, http://www.ducati.it/museo_ducati/index.do che insieme al  Museo Lamborghini di Sant’Agata Bolognese, https://www.lamborghini.com/en-en/experience/museum , tutte realtà che formano il tour turistico della Valle dei Motori dell’Emilia.

La moto, in particolare, è uno degli oggetti che ha attraversato di gran corsa il secolo breve, incarnando nuovi valori: la velocità, –  nell’euforia futurista che apre il nuovo secolo la velocità è la nuova bellezza di cui si è arricchito il mondo -;  la libertà, il cavallo di metallo sostituisce il cavallo romantico e dal “Ronzinante” di Don Chisciotte si passa alla “Poderosa” del Che, ma resta alla base una profonda critica verso lo status quo; la gioventù, il futuro conta più del passato, l’incognito più del già conosciuto, da Easy Rider a Battisti per la tradizione c’è solo il tempo di morire. Protagonista sul grande schermo, come nelle canzoni, la moto si è ritagliata un posto importante nell’immaginario collettivo, senza trascurare il contributo televisivo dovuto alle diverse competizioni che in Emilia si svolgono presso l’Autodromo Internazionale Enzo e Dino Ferrari di Imola oppure l’Autodromo di Modena, solo per citare i più importanti.

La moto però è anche spettacolo, dove la potenza dei cavalli si unisce all’acrobazia, dando vita a performance di vera adrenalina come l’evento di Freeestyle Motocross che si svolgerà domenica 23 settembre presso il Meraville Shopping Park di Bologna che vedrà protagonisti i ragazzi del team Daboot, nato da un’idea del bolognese Luca Zironi.

Versatile, performante, indomita, insomma la moto che sia “un pezzo d’anima o una bella donna”, come suggerisce Valentino Rossi, oppure un giro del cuore o una passione, con le sue impennate rappresenta un grido di libertà lanciato verso il cielo. Irriverente come un pugno chiuso, concreta come la strada, libera da ogni pregiudizio come un vagabondo: il sogno a occhi aperti di un domani che verrà.

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