Women Power. Il potere delle donne non è più soft.

“TACI, ANZI PARLA”. E’ lo slogan della campagna della Casa delle donne di Bologna diffusa in prossimità della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne che ricorre il 25 novembre. Le parole, di un’urgenza estremamente attuale, vengono da lontano. Riprendono il titolo del diario, edito nel 1978, scritto da Carla Lonzi (nella foto), una delle figure più significative, benché poco conosciute, nella storia del femminismo italiano. Parole di una donna guerriera come lo sono le immagini un po’ dark ed espressive delle affissioni bolognesi.
Il linguaggio dirompente della campagna, che ha attirato l’attenzione di molti e innescato un dibattito sui social, per lo più sull’estetica delle immagini, trova nelle parole di Carla Lonzi un sigillo e un’interpretazione: “Liberarsi per la donna vuol dire esprimere il suo senso dell’esperienza.”. E se da un lato l’invito a parlare del proprio dolore, a denunciare i soprusi e la violenza subita è affermato con forza, dall’altro le immagini inquietanti ci suggeriscono che denunciare non basta, non sempre permette alle donne vittime di abusi di salvare la propria vita e quella dei figli.
Ne è una conferma il quadro delineato dalla cronaca e dai centri antiviolenza. Uno stillicidio inaffrontabile perché è come guardare “in faccia un destino inaccettabile”. Un annientamento che va oltre l’amarezza per i tanti mancati riconoscimenti verso il talento femminile: dalla disparità salariale alla preclusione ai ruoli apicali nel mondo del lavoro come in politica. Così come il ritorno a una visione sottomessa e subalterna della donna all’uomo all’interno del rapporto affettivo si rivela anacronistica e potenzialmente pericolosa: la supposta protezione dal mondo si traduce in una segregazione che priva le donne, ma anche i figli, di relazioni sociali sane e aperte al mondo.
Sottomettere e sostenere non sono sinonimi e il mancato riconoscimento dell’identità femminile è, come scriveva Carla Lonzi, un annullamento, una cancellazione, una sparizione a cui si collegano infinite potenziali violazioni. “Povero corpo, e sempre/ sei campo di battaglia./ Sventurato!”
Né va mai dimenticato che nel matrimonio, come in ogni altra relazione, possono insorgere crisi perciò è importante sapere che ci si può fare aiutare come ha ammesso, suscitando scalpore, Michelle Obama, ex first lady americana, nella sua autobiografia. Un percorso che, indipendentemente dall’esito, attraverso il dialogo e il confronto, mediato da un professionista, accompagni verso l’accettazione di un nuovo assetto della relazione.

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