La Crema Fritta tra le meraviglie di Bologna

Bologna è una città ricca di bellezza: all’ombra delle sue leggendarie torri si distendono chiese e palazzi, tra vicoli medioevali dove si affacciano tuttora botteghe dai sapori invitanti e piazze a cui si arriva percorrendo quei famosi porticati che tutta l’attraversano quasi fossero la passerella di un signorile défilé. La circondano i resti di antiche porte e al suo distendersi in orizzontale si oppone un movimento verso l’alto, quasi un’aspirazione, che culmina sul colle di San Luca, il santuario che vigila sulla città, adagiato sulle colline dove tra antichi eremi e trattorie si aprono spazi verdi di grande fascino.
Ma Bologna non è solo cultura e arte, tra le sue mura si custodiscono antiche ricette di quella che è considerata una delle migliori cucine del mondo, una meraviglia per gli occhi e il palato.
Una di queste ricette l’ho scoperta per caso, l’anno scorso, durante Arte Fiera, la fiera dell’arte più importante in Italia, che richiama espositori e galleristi anche dall’estero. A dire il vero, da vero neofita, ho scambiato questa prelibatezza per polentina fritta e alla mia divertita esclamazione di apprezzamento è seguito un silenzio glaciale, poi, con molto sussiego, l’oste ha scandito (per me ma voglio pensare anche per gli amici milanesi miei commensali, appena usciti dallo stand fieristico): “Questa è la famosa “Crema fritta”, una specialità bolognese che, pur essendo dolce, si abbina agli arrosti”. “Bene”, pensai, “anche stasera ho fatto la mia figura!”
Ho provato a rimediare ricordando che ad Ascoli mi avevano parlato di qualcosa di simile, che gli ascolani considerano una derivazione delle famose olive ripiene e fritte. L’oste mi ha guardato con sincero compatimento, ma sempre con molta bonomia, e mi ha spiegato che “Questa è la vera crema fritta di Bologna, le altre non le stanno certo al pari!” Consapevole dell’evidente blasfemia, ho temuto che mi privasse del tanto atteso piatto, di cui vedete la foto in questa pagina, invece mi ha elargito una porzione più che abbondante credo per permettermi di colmare la mia ignoranza culinaria.
La serata fu molto piacevole e mi ha fatto capire che a Bologna sono rivoluzionari e tutto mettono in discussione, ma sulla cucina non c’è discussione: è così e basta!

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